Quando si inizia con l’astrofotografia del cielo profondo si pensa subito al telescopio e alla camera. In realtà il pezzo più importante dell’attrezzatura è un altro: la montatura. È lei a decidere se le stelle saranno puntini nitidi o piccole strisce, ed è la base su cui poggia tutto il resto. Nella mia strumentazione questo ruolo lo svolge la Sky-Watcher EQ6-R Pro.
Perché serve una montatura equatoriale

La Terra ruota su se stessa, e per questo il cielo sembra muoversi: in pochi secondi le stelle si spostano abbastanza da rovinare una foto fatta con un normale cavalletto. In astrofotografia si scatta con pose di decine di secondi o di alcuni minuti, quindi il telescopio deve seguire il cielo con precisione.
La montatura equatoriale fa proprio questo. Ha un asse, detto di ascensione retta, che viene puntato verso il polo celeste, cioè parallelo all’asse di rotazione della Terra. Un motore lo fa girare molto lentamente nel verso opposto alla rotazione terrestre, e il telescopio resta così puntato sullo stesso oggetto per tutta la sessione. Il secondo asse, la declinazione, serve a spostarsi in alto e in basso.
Le caratteristiche della EQ6-R Pro
È una montatura di fascia intermedia, molto diffusa tra gli astrofotografi, robusta e adatta anche a strumenti impegnativi. Questi sono i dati principali:
- Portata: circa 20 kg. Per l’astrofotografia è prudente usarne al massimo la metà, perché il peso va sommato a camera, filtri, guida e cavi.
- Peso: la testa pesa circa 17 kg, il treppiede in acciaio circa 7,5 kg, e ci sono due contrappesi da 5 kg ciascuno.
- Motori: passo-passo con trasmissione a cinghia, silenziosi e senza giochi.
- GoTo SynScan: il controller contiene un database di oltre 42.000 oggetti e porta il telescopio sull’oggetto scelto.
- PEC: la correzione dell’errore periodico riduce le piccole irregolarità di inseguimento dovute agli ingranaggi.
- Cannocchiale polare: è illuminato e integrato nella montatura, per l’allineamento al polo.
- Porta ST-4: permette di collegare un sistema di autoguida.
- Alimentazione: 12 V, con un alimentatore da almeno 4 A.
Con un piccolo rifrattore come lo Sky-Watcher 72ED la EQ6-R Pro lavora ampiamente al di sotto del suo limite, e questo è un vantaggio: un carico leggero rende più facile il bilanciamento e l’inseguimento più preciso.
Come si usa
Ecco la sequenza che si segue a ogni uscita. All’inizio sembra lunga, ma con la pratica diventa una routine.
1. Montaggio e messa in bolla
Si apre il treppiede su un terreno stabile e si livella con la bolla. La testa si fissa sul treppiede orientando l’asse verso nord, per esempio con una bussola o con un’app sul telefono. Un buon orientamento iniziale rende l’allineamento successivo molto più rapido.
2. Latitudine e contrappesi
Si imposta sulla scala l’inclinazione dell’asse pari alla latitudine del luogo di osservazione. Poi si montano i contrappesi sulla barra, ancora senza il telescopio.
3. Montaggio e bilanciamento del telescopio
Si fissa il telescopio con tutti gli accessori che userà durante la serata: camera, filtri, cavi. Poi si bilancia, allentando la frizione di ciascun asse e spostando i contrappesi (ascensione retta) e il telescopio nel suo supporto (declinazione), finché resta fermo in qualsiasi posizione. Una montatura ben bilanciata lavora meglio e sforza meno i motori. Molti astrofotografi lasciano il lato dell’ascensione retta leggermente pesante verso est, perché gli ingranaggi restino sempre in appoggio.
4. Allineamento polare
È il passaggio più importante. Si può usare il cannocchiale polare: si porta Polaris nella posizione indicata sul reticolo, regolando l’altezza e l’azimut della montatura. Io invece uso un software, SharpCap, che permette di ottenere un allineamento molto preciso in poco tempo. Più l’allineamento è preciso, meglio la montatura segue le stelle e meno correzioni servono durante le pose lunghe.
5. Inquadratura e riprese
A questo punto la montatura insegue il cielo e si può iniziare a scattare. La montatura è comandata dal mio notebook, che tramite software invia correzioni di guida in tempo reale: servono a compensare le piccole imperfezioni meccaniche e a mantenere le stelle puntiformi anche nelle pose lunghe.
6. A fine serata
Si usa la funzione di parcheggio, che riporta la montatura in una posizione di riposo, e poi si spegne tutto.
Qualche consiglio
- Scegli un punto con terreno solido: una montatura precisa su un appoggio che vibra non serve a niente.
- Usa un alimentatore o una batteria all’altezza: una tensione troppo bassa causa errori di inseguimento.
- Sistema bene i cavi, in modo che non si impiglino quando il telescopio ruota.
- Dedica il tempo necessario all’allineamento polare: è quello che ripaga di più.
Seguimi
Se l’articolo ti è stato utile e vuoi vedere i miei nuovi scatti, seguimi su Instagram e su AstroBin.

Lascia un commento